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U.F.O. You Are Here Cover
Artist: U.F.O.
Location: U.K.
Line-up:

Phil Mogg (vocals), Vinnie Moore (guitar), Pete Way (bass), Paul Raymond (keyboards), Jason Bonham (drums)

Album: You Are Here
Label & Pubblication Year: Steamhammer/SPV, 2004
Tracklist: Daylight goes to town / Black cold coffee / The wild one / Give it up / Call me / Slipping away / The spark that is us / Sympathy / Mr.freeze / Jelloman / Baby blue / Swallow
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In Italia non hanno mai avuto un grandissimo seguito, ma gli U.F.O. sono una band di fondamentale importanza. Albums come “Phenomenon”, “Force it” e “Lights out” sono autentici capolavori ’hard rock dei seventies, e hanno anche avuto il merito di svelare al mondo il talento dell’allora giovanissimo Michael Schenker, chitarrista tanto bizzoso quanto abile nel costruire indimenticabili linee melodiche. Anche negli anni 80, dopo il divorzio da Schenker, gli U.F.O. si sono fatti valere grazie ad ottimi lavori come “No place to run” e “The wild the willing and the innocent”. Quindi lo scioglimento, anni di oblio e, nel '95, l’inattesa quanto burrascosa reunion con Schenker, che ha fruttato altri ottimi lavori come “Walk on water” e il penultimo “Sharks”. Oggi il lunatico Schenker non è più della partita, ma la premiata ditta Mogg-Way ha trovato un degno sostituto in Vinnie Moore, chitarrista meno istintivo, meno geniale se vogliamo, ma più tecnico e decisamente più affidabile del precedente. Nuovo anche il batterista, ovvero il grande Jason Bonham (figlio del leggendario John, per quei pochi che non lo sapessero). Questo “You are here” è loro il 18° studio album degli U.F.O., e mette in mostra una band che ancora oggi ha tanto da dire. Moore e Bonham appaiono perfettamente integrati nel gruppo; sorprendente soprattutto la prova di Moore (ex pupillo di Mike Varney, non dimentichiamolo!), che limita i suoi virtuosismi per mettersi “al servizio della squadra” con interventi chitarristici sobri e di ottimo gusto. A tutto il resto ci pensano l’armoniosa voce dell’inossidabile Phil Mogg e il basso pulsante di Pete Way. “Daylight goes to town”, “Black cold coffee”, “The wild one” sono spaccati di classico hard rock certamente non innovativi, ma di grande classe. L’album è nel complesso abbastanza omogeneo, senza cadute di tono e senza brani che spiccano sugli altri, ma una menzione speciale va fatta per le splendide armonie chitarristiche della vagamente zeppeliniana “Slipping away” e per la semi-ballad “Baby blue”, dal feeling malinconico. Non siamo ai livelli di “Lights out” e forse nemmeno di “Walk on water”, ma per i fans degli U.F.O. questo “You are here” è comunque un album da comprare al volo. Per chi invece gli U.F.O. non li conosce può essere un buon viatico per iniziare a scoprire una grande band.

Recensione Realizzata da Andrea Zazzarini.

Vote: 8